Prima domenica del Carnevale di Persiceto

La 152a edizione del Carnevale storico di Persiceto ha preso il via domenica 8 febbraio nella centrale piazza del Popolo dove si sono tenuti gli spilli di dieci carri e le esibizioni di una mascherata singola e tre di gruppo. Un tripudio di colori, scenografie e forme inaspettate ha stupito i tanti spettatori. Nella frazione di San Matteo della Decima si è tenuta invece la 137a edizione dell'omonimo Carnevale che ha visto sfilare otto carri introdotti dalle tradizionali zirudelle.
Il carnevale storico persicetano, giunto quest'anno alla sua 152a edizione, ha preso il via con il discorso della Corona pronunciato, rigorosamente in dialetto persicetano, da Re Bertoldo. I dieci carri di prima categoria hanno sfilato ed eseguito il tradizionale Spillo®, "al Spèl", nella centrale piazza del Popolo, davanti all'affollata tribuna di spettatori e alla giuria (quest'ultima segreta e nascosta dentro al Palazzo del Municipio). I vincitori della competizione verranno rivelati solo domenica 15 febbraio durante la seconda giornata di sfilata dei carri. Sergio Vanelli, speaker storico del Carnevale (alla sua 39a edizione) e la conduttrice Carlotta Savorelli hanno presentato insieme la kermesse introducendo e commentando le esibizioni di tutte le società.
La protagonista del carro de I Gufi, che hanno aperto le sfilate, è "Viola", una ragazza che mentre combatte contro il mostro della malattia della madre combatte anche con i suoi demoni interiori. Il carro che dalle tonalità rosa e viola, vira al nero di un grande mostro si chiude con la frase "Le anime più forti sono quelle con le più grandi cicatrici" di Khalil Gibran.
Gli Afidi nella Scarpa hanno presentato un carro dal singolare titolo ";": da una testa di medusa si staccano tanti serpenti che minacciano tanti singoli individui ma al tempo stesso li connettono fra loro. Il "punto e virgola" del titolo diventa così simbolo di una storia che nel momento in cui sembrava finire in realtà continua.
La società Jolly & Maschere dedica il suo carro, "La Bianca, ovvero un Carnevale distratto", al tema delle vittime sul lavoro, riflettendo sul pubblico cordoglio per le morti bianche e sulle unanimi condanne da parte della politica, che si rivelano in realtà lacrime di coccodrillo. Il carro esce sulle note di Boys don't cry dei Cure e con la frase "L'Italia è una Repubblica affondata sul lavoro".
I Figli della Baldoria con "Full Moon Resort: check-in dalla Luna, check-out dalla realtà" propongono un carro ispirato alla fantascienza anni '50-'60 con un ideale Motel dello Spazio dove arrivano Trump e la consorte Melania che, contestati, finiscono a lavorare in una sorta di Bar di Guerre Stellari.
La società Accademia della Satira con "#Nofilter" parla della bellezza idealizzata come prigione per la donna: una testa femminile dalle fattezze botticelliane organizza la giornata in base agli impegni per mantenere la forma fisica, ma solo quando cade la maschera dell'esteriorità riesce a "rifiorire" rivelando la vera personalità.
Anche i Maistóf con "Operazione realtà: la forma del vero" affrontano il tema della bellezza e dell'ossessione per un aspetto dai canoni standardizzati, sottolineando come tutti, anche quelli che criticano, abbiano dei difetti, per poi concludere che "nessuno è perfetto".
La società Ocagiuliva con "La cena per farli conoscere" riporta l'attenzione sulla politica mondiale: i potenti della terra banchettano con la colomba della Pace. A partire dalle macerie e dai rifiuti che rimangono da questo pranzo, i camerieri diventati formiche cominciano a ricostruire un nuovo mondo fondato sulla libertà. La nuova società fondata su cooperazione e amore esce dalla piazza ricordando la frase di Pasolini "Se non si grida evviva la libertà umilmente ridendo con amore non si grida viva la libertà".
La società Bròt & Cativ con "Vieni a giocare con noi Benny, ovvero la gentilezza fa 90" porta in piazza una casa stregata piena dei mostri più famosi della storia del cinema che spaventano Benny, un bambino che ricorda quello del film ispirato al romanzo "It" di Stephen King. Con un gesto di gentilezza inaspettato però i mostri vengono sconfitti a dimostrazione del fatto che "niente fa più paura di un gesto gentile".
I Mazzagatti con "La macchina dei sogni", a partire da una citazione kubrickiana, invitano a riflettere sull'evoluzione del genere umano che dopo aver rischiato di estinguersi utilizzando solo il calcolo e l'intelligenza artificiale, si riconnette con la propria natura e si salva usando la primordiale intelligenza "animale".
I Corsari hanno infine chiuso le sfilate col divertente "Ai ò vést un marziàn": dal razzo "Mission to Mars", che per sbaglio si ferma a Persiceto, esce Donald Trump. Dopo aver conosciuto il sindaco e il parroco della cittadina bolognese, il presidente Usa decide di comprarla per 2 milioni di dollari annettendo Persiceto agli altri Stati americani.
A San Matteo della Decima invece, dopo il discorso di Re Fagiolo di Castella, hanno sfilato i carri allegorici di 8 società, esibendosi nelle vie del centro e in piazza delle Poste, di fronte alla giuria e al pubblico con le tradizionali "zirudelle", poesie in versi dialettali a rime baciate che vengono recitate per spiegare il soggetto del carro e per preparare il pubblico allo svolgimento e alla trasformazione. I carri hanno poi abbandonato la piazza con un ricco gettito di caramelle, peluche, gonfiabili, palloni, e tanto altro per rendere ancora più partecipe il pubblico presente. Speaker della 137a edizione del carnevale di San Matteo della Decima è stato Gian Marco Rusticelli.
Ha aperto la sfilata la società I Gallinacci che ha presentato "Segnale assente": immersi e dipendenti dalla tecnologia ignoriamo i segnali d'allarme che il mondo reale sta lanciando. Il clima cambia rapidamente, le temperature salgono, i paesaggi si trasformano sotto i nostri occhi, ma la natura non aspetta la nostra attenzione e quando decide di farsi sentire, non manda notifiche né avvisi sul telefono, agisce.
I Volponi con "Tante paure, senza paura" hanno affrontato il tema dei mostri sottolineando come ogni spavento sia un passo che insegna, un po' alla volta, a scoprire il proprio talento.
La paura, al centro del carro "Non aver paura, affrontala!" presentato da Qui dal '65, è un'emozione che può dominare la nostra vita, facendoci sentire impotenti, eppure – suggeriscono i carnevalai - non bisogna lasciarsi fermare da questo sentimento paralizzante ma affrontare i propri timori, per vivere liberi.
Al valore dei legami con le persone che ci sono sempre state vicine è dedicato il carro "Il senso di ogni cosa" della società Strumnè. Il carro ricorda che il senso di ogni cosa non è da cercare lontano, ma dentro ciò che custodiamo nel cuore: negli affetti sinceri, nei valori ricevuti, nella capacità di costruire e di continuare a volare grazie a chi ci ha insegnato ad amare.
I Pundgaz con "L'anima delle cose" puntano i riflettori sugli oggetti che un tempo erano simbolo della quotidianità: un tavolo, un orologio, gli animali da cortile. Il ricordo e la musica animano questi oggetti con un sentimento di nostalgia ma anche di felicità.
Con "…E l'é oura ad'derigh un tai!!!.…" i Cinò affrontano il tema della Pace, facendo un parallelismo fra la prepotenza dei paesi più ricchi verso i più poveri e quella dei Cow Boy coi Pellerossa.
La società Sandron, composta dai carnevalai più giovani, riflette sul concetto di libertà col carro "Libertà in stile Sandron", a partire dall'ingiustizia delle guerre in Ucraina o in Palestina e rivendica la possibilità di "volare liberi come splendide colombe".
"Cogito ergo sum" è il titolo della società Macaria che analizza gli aspetti di impoverimento portato dalla società delle macchine e dall'intelligenza artificiale, sottolineando come il Carnevale, col suo spirito creativo e fantasioso, sia invece una fonte di arricchimento.
Per entrambi i carnevali l'appuntamento è domenica 15 febbraio con la seconda giornata di sfilata e le attese premiazioni. Consulta il programma dettagliato su www.comunepersiceto.it
